You feel like a bug!

28 June, 2006

I Placebo a Torino

Filed under: Diario — scritto da Kafkahigh @ 8:15

Ieri sera sono stato a vedere il concerto dei Placebo , alla Certosa di Collegno, luogo famigerato per precedenti esperienze neanche troppo lontane in linea temporale. Ero in compagnia della mia amica/collega Diamanda (che vedete nella penultima foto cogli occhialini alla Wertmueller). Il concerto è cominciato verso le 8:30 ad opera dei Deasonika, band che non conoscevo ma che ho avuto modo di apprezzare tantissimo intanto che cominciavo a sentirmi più sciolto, dopo una birra-e-gin e una salutare canna. Rock decadente , atmosfere cullanti, malinconiche, alternate a barriere sonore e sprangate di chitarra. Molto molto interessanti , mi sono ripromesso di recuperare qualcosa dei loro dischi. Un’ora dopo, appena si allontanano i vari tecnici del suono che per mezz’ora si erano alternati a fare varie prove strumenti e microfono entrano in scena loro, i Placebo. Brian Molko indossa una camicia bianca e un gilet nero, pantaloni scuri, niente di esagerato. (a differenza di certi ragazzi che ho visto in giro tra la folla che sembrano cloni dark/punk di Marilyn Manson o dello stesso Molko, uno addirittura è completamente vestito in lattice e pelle e se contate che a Collegno ci sono buoni 32 gradi e 90% di umidità riuscite a immaginare come possa sentirsi). La prima impressione che ho è che Molko fuma un casino. Durante le 10/12 canzoni che hanno suonato avrà fumato una ventina di sigarette, alcune anche durante i pezzi, cantando e con sbuffatona finale di fumo verso l’alto in una colonna di un metro/ un metro e mezzo. Ma come fa?
It’s in the wild baby…
All’inizio arriva anche un improbabile presentatore che dice che a causa di un incidente uno dei membri del gruppo non sarà presente e che però gli altri faranno del loro meglio per farci divertire. Infatti quando entrano in scena manca… il batterista. Pensiamo a uno scherzo, e in effetti poco dopo viene portato in scena da due energumeni sopra ad una barella, con un bicchiere di birra in mano e delle manette (!!!).
Suonano pezzi soprattutto del loro ultimo album , Meds, ma con alcune clamorose eccezioni : Twenty Years (che ho dedicato alla mia amica) e … udite udite una versione liricissima e rockosa di Running Up that Hill di Kate Bush (che le migliaia di ventenni attorno a me non conoscevano, praticamente ero l’unico a sbracciarmi e a urlare GRANDI! GRANDI! BRAVI !BONI !NUDI! ecc ecc ).
A un certo punto Molko (aspirando dalla sua brava sigaretta, se ne esce con queste precise parole :
“I want to dedicate this song to the greatest italian singer of all times : Umberto Tozzi , my hero..”
E attacca una indiavolata versione di One of a Kind. Dire che sono sbigottito è il minimo, e chi se lo aspettava un numero del genere? Penso che la cosa fosse ironica… voglio sperare. Umorismo inglese?
Attorno a me la calca si fa sempre più pressante, faccio qualche foto col palmare (purtroppo la risoluzione è limitata) e… ricordatemi di non tirare più fuori il palmare quando parte una pogata della Madonna… Con una mano ho dovuto afferrare la mia collega per trascinarla via dai più scalmanati e con l’altra cercavo faticosamente di rimettere il palmare nella custodia mentre attorno a noi si scatenavano onde di gente impazzita. Per fortuna la cosa è durata poco, vuoi il caldo , vuoi la stanchezza , erano tutti un po’ moscetti ieri sera. Mi accendo un’altra canna e mi viene da pisciare, maledetta birra. Ma devo resistere perchè andare via vorrebbe dire attraversare un mare di gente. Lentamente mi riprendo e inizio a ballare al ritmo delle canzoni, mi rilasso, mi lascio andare. E’ bellissimo.
Attorno a me fiumane di gente bella e interessante, qualche ragazzo si toglie la maglietta, tutto un fiorire di pettorali , bicipiti, tricipiti, scapole, clavicole, capezzoli, ombelichi. Mi viene da sbavare davanti a tutta questa bella merce esposta. Provo a passare la canna a uno che mi piace. Lui rifiuta. In testa mia penso - c’ho provato, che si fotta… -
Intanto Diamanda lamenta un po’ di male alla gamba, la sorreggo un po’ e le dico che tra un po’ ci mettiamo di lato dove c’è meno casino. Si apre uno spiraglio e ci spostiamo. Nel nuovo posto si sta veramente molto meglio (prima eravamo a una ventina di metri dal palco) anche se siamo più distanti, però si respira e c’è più spazio. Accanto a noi un gruppo di ragazzi spagnoli che bevono da bottiglioni di DrPepper pieni, immagino, di ogni nefandezza alcolica dell’universo. Uno di loro, aridaje a torso nudo, è un vero gioiello di bellezza mediterranea. Decidiamo di restare lì fino alla fine.
Alla fine del concerto fanno il trucco di andare via e poi ritornano a fare altri tre/quattro brani, come è prassi. Ma dopo questi ultimi nessuno urla ‘Fuori Fuori’ e così ovviamente loro non escono più ed il concerto è finito.
Ma che mosci tutti sti GGggiovani!!!

Placebo a Torino
Placebo a Torino
Placebo a Torino
Placebo a Torino
Placebo a Torino
Placebo a Torino
Placebo a Torino
Placebo a Torino
Placebo a Torino

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27 June, 2006

Caro Diario

Filed under: Diario — scritto da Kafkahigh @ 12:21

Mascotte Germania 2006

Caro Diario, (o anche sembra l’oroscopo)

Situazione Generale:

Ieri notte sono tornato alle 3:00 dopo aver reinstallato windows ad un mio amico (per fortuna gli ho messo anche Ubuntu e gli ho proibito di usare windows per navigare in internet). Alle 3:00 sotto casa sua c’erano gli spacciatori neri (di coca? di ero?) e quindi la camminatina verso la macchina è stata particolarmente lunga e nervosa. Stamattina quindi botta in testa , ho dovuto prendermi a schiaffi allo specchio per riuscire a svegliarmi e attraversare tutta la città per andare a lavorare. Stasera grosso grosso stress ma anche grande divertimento, vado al concerto dei Placebo (nello stesso sfortunato posto dove qualche giorno fa si svolgeva il triste epilogo della festa del gaypride, la famigerata Certosa di Collegno) . Non avevo programmato di andarci, è una cosa dell’ultimo momento. Voglio vivere così, con le cose dell’ultimo momento. Pinky purtroppo non può venire e la cosa mi rammarica parecchio, in questo ultimo periodo mi manca particolarmente. Mi consolo ascoltando le canzoni dei Delta V che mi ha mandato.

Lavoro :

Lavorativamente mi è stata proposta un’attività a Moncalieri, e non vi nascondo che avrei preferito andare a Milano… Ma qui è tutto sempre un grosso parlare sine factibus, tutto un verbum mobile…

Sport :

Ieri, i mondiali, mentre tornavo a casa dal lavoro, un tizio vestito con la maglia della nazionale e un cappellino tricolore mi ha guardato e mi ha sorriso. Lui stava pensando alla partita e alla gioia tutta italiana di condividere l’allegria cogli altri. Io pensavo al pacco che lui aveva in mezzo alle gambe. Conflitto di interessi.

Politica :

Infine… il referendum. Ha vinto il NO , che si mettano tutti un po’ l’anima in pace. Ai leghisti proporrei : se vi fa così tanto schifo questo paese, perchè non prendete baracca e burattini e ve ne andate affareinculo in qualche cantone della Svizzera che così tanto amate, così sperimenterete finalmente il frisson interchiappale di essere i negri di qualcun altro ?

Quella che vedete in alto è la mascotte di Germania 2006, non è carinissima?

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25 June, 2006

Ovunque e da Nessuna Parte

Filed under: Diario — scritto da Kafkahigh @ 21:52

Papilio Palinurus

Se qualcuno si prendesse la briga di tracciare un grafico dei miei picchi di umore (positivi e negativi) leggendo questi anni di blog credo che verrebbe fuori una linea spezzatissima e dentatissima piena di su e di giù. E’ appena finito il weekend, che ho passato insieme a Pinky, controversamente , affrontando la complessità di questo rapporto inaspettato, strano, incostante, ma sempre pieno di buone vibrazioni. Al lavoro si radunano oscuri nembi all’orizzonte e , non posso negarlo, sto cercando l’evasione con tutti i miei mezzi. E non escludo di spostarmi (a Milano) , un Mondo Nuovo dunque (come la canzone di Neffa che gira in questi giorni e che intrippa da bestia) - Dopo ogni metamorfosi non puoi non spiegare le ali e volare.

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23 June, 2006

Be Free!

Filed under: Diario — scritto da Kafkahigh @ 12:35

Commander Kernelia

Kafkahigh

Riprendo lo slogan del recente Pride per fare riferimento ad una diversa ‘liberazione’ : la liberazione da , in serie :
1) - Un sistema operativo colabrodo (WinXP e versioni precedenti)
2) - Noiose rotture di coglioni (Virus - Trojan - Spybot - Worms - Malware ecc ecc)
3) - Rovinose perdite di dati legate ai motivi di cui sopra ( Non vorrete mica perdere le vostre foto degli anni migliori oppure quelle di quando vi siete vestiti da Batman? )
4 ) - Software a pagamento che , come una sanguisuga, vi succhia soldi (Licenza di Windows, licenza di Office , Licenza di Photoshop …. come? Avete solo versioni craccate!? )

Il qui presente Commander Kernelia Kafkahigh vi consiglia :

Liberatevi da Windows al più presto possibile. Usate UBUNTU (Ubuntu è una parola africana che significa ‘umanità verso gli altri’. Scaricate il cd oppure fatevelo mandare a casa (è gratis). Potete anche provarlo senza installarlo (In sostanza basta inserire il cd nel lettore e riavviare il computer e tutto il sistema girerà da cd senza toccare i vostri harddisk e vi darà la possibilità di vedere come funziona e di apprezzarlo senza installarlo)

L’altra sera sono andato a ’sistemare’ un pc di un amico e mi ha scoraggiato trovarlo imputtanato di virus. Va bene che bisogna stare attenti a dove si naviga ma così è troppo. Restituiamo il piacere di internet alla gente. Liberiamo l’informatica dalla spazzatura microsoftiana!

Ubuntu Linux

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21 June, 2006

Heat is on

Filed under: Diario — scritto da Kafkahigh @ 7:09

Aleph

Insopportabile il caldo di questa notte. Mi sono addormentato presto, in stato comatoso, dopo aver visto un paio di puntate di Naruto che avevo appena scaricato. Sul mio letto, abbandonati e alla rinfusa : cellulare, telecomando 1 , telecomando 2 , libro di Poesie di Cesare Pavese con matita dentro (utile x appunti), i miei occhiali da vista. Tutte queste cose, immancabilmente mi finiscono dietro la schiena mentre cerco di formare tutte le lettere dell’alfabeto ebraico con i movimenti che faccio nel sonno.
Mi sono addormentato con questi versi da ‘In the morning you always come back’

“Lo spiraglio dell’alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.
Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell’alba
sulle colline scure…..”

Oggi sono un po’ stanco ma più sereno.

Eh …. tanti auguri al mio caro collega ‘Caprice’ che oggi compie gli anni! Smack! ^_^

PS: Quello qua sotto sono io in una espressione di raccapriccio dovuta all’aver notato, nel banco gelati, il ‘gelato al puffo blu’ che conteneva (HORRORRE!!) delle piccole testine di Winnie the Pooh, e la foto è stata scattata ovviamente da Caprice!
Smurf Icecream
Cliccate x ingrandire…

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18 June, 2006

Pride Reprise

Filed under: Diario — scritto da Kafkahigh @ 20:38

Pride

Post in continua trasformazione (man mano che mi ricordo le cose)

Riapro il discorso Pride, perchè adesso, che è domenica sera e tutto è finito, ho qualche minuto da dedicare alla difficile catalogazione dei miei sentimenti e pensieri. Ho partecipato alla sfilata con tutta la voglia di esserci e la faccia bella tosta di cui sono stato capace. Mi guardavo spesso intorno, alle ali del corteo, dove la gente era assiepata per ‘guardare il fenomeno’. Li ho guardati tutti negli occhi , dritti dritti, forse inconsapevolemente con una certa aria di sfida. Per un giorno il mondo ha girato alla rovescia. Per un giorno è stato accettabile , nella mia città, che due uomini o due donne si tenessero mano nella mano e si baciassero. L’ho fatto anch’io. E’ stato bello sognare mentre Antonella Ruggero sul palco cantava ‘Somewhere over the rainbow”. Quel giorno è finito stanotte. Da oggi tutto è tornato come è sempre stato. Stolido.

Ho incontrato finalmente parecchi dei blogger che ho conosciuto qua e là per la rete, in questo anno e mezzo di kafkahigh: Edipo ,Gattònico, Larvotto, Tod, Vertigo e altri ancora. E l’impressione stranissima è stata che siano esattamente identici a quello che scrivono sulle loro pagine. E’ venuto naturale parlare con persone mai viste di cose però già discusse, di opinioni già condivise. Magari è solo un’impressione, ma , alla fine, ha importanza? L’unico rimpianto è di non aver potuto passare più tempo con ciascuno di loro. Sono comunque soddisfatto e contento di aver conosciuto tutte queste persone così speciali. Ma non sempre si può prendere 2 piccioni con una fava. La maggior parte del tempo l’ho dedicata al mio caro Pinky e ai suoi e miei amici (il Palazzo, Br1, il folle Pablo) . Non sto a recriminare sulle pecche dell’organizzazione, certo si poteva fare di più, ma è già stato sufficiente esserci, quarantamila , centomila o duecentomila che fossimo. (solito balletto di cifre).

Fra i vari pensieri ‘deviati’ dall’occasione, mi ricordo che :

A) Ho pensato che tutti i negozi , bar, ristoranti, tabacchi e altro che esponevano in bella vista il logo del Pride lo facessero per una questione di soldi. Ovvero: i finocchi spendono i loro soldi anche da noi se esponiamo il logo…il cosiddetto Pink Euro….

B) Ai bordi del corteo e oltre c’era una zona d’ombra fatta di persone di cui non potevi indovinare le preferenze sessuali. Poi pensandoci bene mi è venuto il pensiero che di nessuno si poteva dire quali fossero le sue preferenze. E il pensiero finale: siamo tutti uguali.

C) Che tutti baciavano tutti/tutte di qualunque sesso, tendenza e colore. E tutto ciò è meraviglioso.

D) Che Torino in quest’ultimo anno (fra olimpiadi e cazzi vari) si è scoperta complessa, giovane, curiosa, multiculturale e anche figa da viverci!

Conclusione semi-triste (si avverte che non sono di buonissimo umore?):

La notte è stata uno sbattimento assurdo nella speranza, vanissima, di entrare ad una festa alla quale forse non avrei mai dovuto andare. Già mi stava sul culo che si trovasse lontano dal centro, in prima cintura… Svaccato in questa specie di giardinetti, tra famiglie, pagode della musica e gruppi di etero (?) rissosi che non si facevano mancare la battutina su quanto gli facessero schifo i finocchi (li ha visti anche Vertigo , definendoli ‘brutta gente’) . Svaccato, dicevo, ho solo avuto la forza di stare lì con i miei amici un po’ punkabbestia, un po’ giocolieri, a fumare, bere e chiacchierare, mentre, a qualche metro di distanza la ‘Festa Ufficiale’ si consumava tra i deliri di un dj inutile che sbraitava cazzate e , già me le immagino, folle di ricchioni palestrati e lampadati che sfoggiavano biancheria Dolce e Gabbana tra i flash flash flash delle stroboscopiche, canticchiando l’ultima hit di Madonna.
A ciascuno il suo.

Il mio Pride personale comunque, comincia da oggi.

Vi consiglio di leggere anche il punto di vista del caro amico Br1 che ha scritto un post meraviglioso sul Torino Pride.

Infine il buon Pinky ha fatto diverse foto dell’evento, se volete vederle le trovate su CupioDissolvi

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