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DISCLAYMER
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Diario — scritto da Kafkahigh @ 22:02
Shock iniziato presto e finito tardi, troppo tardi. Stamattina la sveglia alle cinque mi ha buttato giù da un sonno senza sogni. Si parte! Si parte! Mi sono crogiolato giusto i cinque minuti canonici fra la tazzina di caffè e la sigaretta del mattino. La civiltà di un popolo si vede dallo stato dei cessi della stazione e io mi sono ripromesso di non andare mai più a pisciare alla stazione, a costo di farmela addosso. Tra escrementi in bella vista, barboni che si fanno la doccia nell’unico lavandino dotato di sapone e SGHRUGHGHGHRRRHHAARRGHHH scatarrano liberamente, turbando il silenzio del mattino. A giudicare da questo siamo un paese di merda, in tutti i sensi. Il lavoro nuovo è tanto tanto stress, ma è tanto tanto bello, per l’occasione mi sono rimesso a studiare e Venerdì avrò il mio primo esame/certificazione. Piccola nota di colore : la prossima settimana vado a Monaco di Baviera per due giorni, e io che non lo sapevo!!! I colleghi nuovi sembrano interessanti ma mi prenderò ancora qualche giorno di osservazione prima di aprire bocca su di loro. Sono andato a mangiare in un ristorantino buffo con un nome buffo il cui capocameriere sembra il capotreno di Galaxy Express 999, un vecchietto gentile, con un volto da nostromo d’altri tempi. Il ritorno è stato un deliro UN’ORA E MEZZA DI RITARDO su uno dei nuovi Eurostar, quelli che dovrebbero andare veloci. Non ho soldi, non ho mangiato, mi sono innervosito e basta. Se comincia così andiamo proprio bene. Sono esausto e andrò a dormire presto.
Notte a voi miei cari.
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Diario — scritto da Kafkahigh @ 18:17
Metà della bellezza che crediamo di provare nell’arte ce la mettiamo noi. Credo che ..uh sia una cosa bella. Ho appena finito di leggere ‘Le Eumenidi’ , capitolo conclusivo della saga di Sandman, del mai troppo celebrato Gaiman. Lui, da vero Lord inglese chiude le danze con una battuta talmente leggera e talmente british che mi ha quasi fatto piangere di piacere: dice , il nostro, che essendo il volume abbastanza grosso, nell’edizione cartonata potrebbe servire come appropriatissima arma per stordire un ladro.
Ogni volta che incrocio qualche opera che mi sconvolge mi alzo dalla mia sedia con una sensazione variopinta, a metà fra l’innamoramento, la tristezza, l’angoscia, la felicità, la serenità, la paura, la nostalgia, il desiderio ecc ecc. E non è nessuna di queste ma tutte assieme. Mi sembra di aver fatto l’amore con qualcuno che non rivedrò più e che però, per quanto sia stata breve la nostra storia, ho amato profondamente. E a voi non capita mai?
Inutile dire che a coltivare in petto tante sensazioni così contrastanti si rischia di delirare, io ormai dovrei essermicisi abituato e davvero vivo una follia lucida in questi giorni, uno stupore che è amore della vita e paura di essa al tempo stesso. Per tutto il giorno non ho scambiato parola con nessuno, tranne per un sms all’amico Ragazzo-Costellazione. Nel mio silenzio ho curato il mondo attorno a me, regalando il mio tocco alle cose di cui ho amato circondarmi. Come una rondine che rimette a posto il nido, prima di lasciarlo. E’ tempo per me di migrare, principino.
Rieccomi con qualche aggiornamento. Negli ultimi giorni ho sofferto di una lieve forma di depressione. Niente di preoccupante comunque, riesco a reagire facilmente da solo a questi attacchi, visto che ci combatto da quando avevo diciotto anni. Probabilmente sono stati gli stravizi, le delusioni, la stagione e la paura del cambiamento. Da martedì prossimo lavorerò a Milano per una corporation americana, non ne faccio il nome solo perchè il blog è una porta aperta, e a volte dalle porte entra di tutto. Una certa dose di scaramanzia non guasta. L’idea di dovermi alzare prestissimo la mattina e farmi un’ora e mezza (quando va bene) di viaggio, non mi esalta particolarmente , tanto che , se andrà tutto a buon fine, dopo i sei mesi di prova, dovrò trovarmi una sistemazione nella metropoli lombarda, che, devo dire, non amo particolarmente. Il mio nuovo lavoro mi consentirà/forzerà a continui viaggi in europa e forse anche oltreoceano, in questo momento direi che è una fortuna, ma saranno i fatti a smentirmi eventualmente. Di sicuro amo viaggiare e amo vedere posti nuovi, questo è un benefit non trascurabile. Il vecchio scarrafone si rimette in marcia, gente, ed è giusto tagliare con tutta la merda del passato. Da oggi sono uno scarafaggio nuovo.
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Diario — scritto da Kafkahigh @ 16:40
You are a dead star
Sono tornato a casa ieri dopo un delirante-rovinoso-forzato soggiorno di dieci ore all’aereoporto di Schiphol causa bacchettonite crucco-fulminante degli olandesi che no, non ti fanno salire in aereo se arrivi al check-in meno di 40 minuti prima del volo. E quindi mi è toccato fare un nuovo biglietto, questa volta con Transavia, con tutte le rotture di cazzo annesse, tipo atterrare a Bergamo e farmi un viaggione assurdo fino a Torino prendendo ogni mezzo di trasporto disponibile. Per la rabbia avrei commesso un omicidio molto volentieri, non so tipo tramortire a scarpate in testa qualche biondissimo stewart (o una hostess) dentro a uno dei lussuosissimi cessi dell’aereoporto. (c’è anche la musica e uno spruzzino di disinfettante per ripulire la tavolozza Oh my god!)
Com’è stata l’Olanda e in particolare Amsterdam? Ogni viaggio è un viaggio dentro, non c’è un cazzo da fare, e io dentro ho un sacco di roba marcia che non mi lascia in pace, per questo forse non ho vissuto particolarmente bene questa vacanza. Ma non è un problema , forse ho scelto la compagnia sbagliata e forse anche il periodo sbagliato. Oggi sono al lavoro e contento di esserlo, e da questo si capisce il mood che ho avuto durante tutto il viaggio, un demi-nightmare che avrei voluto durasse il meno possibile.
Mi rimangono impressi alcuni momenti, piacevoli, divertenti o comunque passabili. Queste marcette polko-mazurko-nazi-boero-totocutugnose che vanno per la maggiore nei locali e che, a parere non solo mio, andrebbero bene per accompagnare plotoni di pizzaioli mentre impastano con buona lena. In particolare in un paio di locali gay , il Montmartre e la Oude Amstel Taverne, che si pregia di essere il più vecchio bar gay d’europa. Bandiere arcobaleno e questa musica assurda e fiumi di birra o di Oude Jenever (gin) locale. I camerieri che ballano, i clienti che ballano come fossero dentro una gigantesca gaybalera della bassa bresciana, lo stesso tipo di approccio alla vita: sprizz e happiness, guance rosse, sorrisi. Tutto molto easy insomma. Il tempo mutevole, variabilissimo, come il mio umore e il cielo che non mi è mai sembrato tanto basso e a portata di mano. Il profumo di mare che spira dai canali più verdi e nascosti, lì dove a causa del (poco) moto ondoso riescono a crescere le alghe e altre piante acquatiche. Ho rivisto con un immenso piacere il mio vecchio amico Gandolfo, in una unica giornata turbinosa ci siamo raccontati tutti gli ultimi otto anni ed è stato come se fosse passato appena un giorno. Una cosa meravigliosa, chiacchierare di tutto e di niente, seduti al Vondelpark , a prendere il fresco della sera. Ho conos ciuto anche il suo piacevolissimo compagno olandese, con cui vive , da tempo , una serena esistenza borghese.
Ho visitato anche qualche posto più sleazy, tipo il Cuckoo’s Nest ma vi risparmierò, solo per il momento, i miei dettagliati frugamenti al buio con sconosciuti. Amsterdam è sinceramente più sporca e più incasinata di otto anni fa, e forse anche più massturistica, ma ad Amsterdam ci sono scorci di poesia che è impossibile trovare altrove, e per questo la si ama. Non ho fatto foto e non ho comprato souvenir, tranne forse un paio di pacchi di sigarette Black Devil, nere e profumate. Quindi cosa vi regalo adesso? Adesso vi regalo tre video musicali della hit parade olandese di questi giorni. E’ proprio così.
Toppertje (Genere Mazurko-Nazi-Rikki-en-Poveri)
Boten Ana (Svedese ma popolarissima, leggete i sottotitoli e inorridite)
Dat is die shit (Black Dutch Music.Video per feticisti delle Sneakers)
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Diario — scritto da Kafkahigh @ 18:06
Guarda negli ultimi tempi non ho materialmente il tempo di adattarmi alle novità e questo mi fa pensare che la condizione dell’incertezza in fondo non è ne’ peggiore ne’ migliore della stabilità, è solo diversa, e comunque ci si vive lo stesso. Magari ti stressi un po’ di più ma è lo scotto da pagare per insperate brecce di paradiso dentro un’esistenza che, altrimenti, sarebbe bidimensionale e grigia. In questi giorni ho ripreso a guidare, dopo tanti anni, l’automobile. E la cosa mi piace parecchio.
Domani parto, con Pinky, destinazione Amsterdam, per cinque giorni di OFF-OFF-OUT (fuordalleballe in italico idioma) con la speranza di A) Non morire B) Vivere qualche momento piacevole che valga la pena ricordare C) Rivedere la città in cui ho vissuto tanti anni or sono D) Non avere grane di sorta.
Quando torno vi faccio un resoconto dettagliato, adesso sono in orgasmo pre-viaggio, con tutto il contorno di cose da non dimenticare , bagagli da riempire, dettagli da definire ecc ecc.
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Diario — scritto da Kafkahigh @ 21:46
Sono leggermente devastato da un mini viaggio a Nizza e ritorno, il tutto in 24 ore. Sto ancora patendo gli strascichi di una incomprensibile sbronza (mi avranno dato del vino adulterato o roba altrettanto tossica), di una depressione strisciante e metastatica, di una notte insonne a pregare che Glenda smettesse di tossire e/o russare e/o lamentarsi nel sonno, a smaltire gli effetti di 500km di viaggio sulle spalle, a capire i perchè e i percome di tutto quello che mi sta attorno. Fra il dolore sordo per la mancanza di Pinky, l’arrivederci a non so quando dato ai miei colleghi, Caprice su tutti. A Nizza ho comprato un cappello , alle Galeries LaFayette, e ho ingoiato nei miei occhi la vita della spiaggia, la bellezza dei francesi, la sensazione che un altro mondo è possibile, appena oltre il piccolo giardino di casa, che veramente la vita è a portata di mano, basta volerlo. Al cimitero di Cuneo mi ha fulminato una enorme lapide che recitava ‘La vita non è tolta, è solo trasformata’. E poi queste strade , al colle di Tenda, inerpicate e tortuose, una collana in cui si infilano tornanti, uno dopo l’altro, laghi inaspettati, aria fredda, le nuvole che nascondono le cime dei monti, il digradare, il trasformarsi del paesaggio da alpino a mediterraneo nel giro di pochi chilometri. Stamattina alla televisione francese mi ha fulminato la sigla di un programma per bambini in cui un ragazzetto abbraccia e bacia un enorme coniglio bianco. Piccole magie che fanno i francesi, così come sono stato goloso della loro musica e della musicalità della loro lingua. Mi chiedo perchè da noi non arrivino più spesso cantanti e idee da questo meraviglioso paese a due passi da noi. Mi è venuto in mente che i francesi hanno una gestualità e un linguaggio del viso totalmente diverso dal nostro. Glenda mi ha suggerito ‘hanno la faccia da giovani mariuoli’ un’espressione, una idea. Come avvicinarsi ad esprimere quella vitalità del loro viso? Eppoi ho notato che i ragazzi hanno tutti quell’espressione/look/taglio di capelli che li fa rassomigliare a TinTin… dev’essere una cosa genetica della Francia.
Glisso sull’episodio che mi vede entrare in questo locale/cruising/dark per uscirne un quarto d’ora dopo, depresso e schifato. Glenda ci teneva che lo vedessi, ma a me questi posti fanno solo male al fegato. L’unica cosa godibile è stato il ballo/strip del cubista cogli occhialoni da policeman americano. Un vecchio ha provato a parlarmi, al bancone del bar, gli ho risposto in inglese che non capivo il francese. Non era vero, ma non volevo che si facesse strane idee. Poi, siccome sono bastardo con me stesso, ho pensato che un giorno anche io sarò un vecchio ubriaco seduto al bancone di qualche bar di froci e proverò a parlare a qualche sconosciuto e mi sentirò rispondere che non mi capiscono. Piccolo appunto sui pompieri di Nizza, il capo dei Pompieri deve essere uno stilista ed amare i bei ragazzi, altrimenti non si spiegherebbero così tanti bonazzi e tutti quanti con dei culi a mappamondo in cui chiunque perderebbe lo sguardo per delle ore.
Tristezza su Promenade des Anglai ho rivisto dopo due anni lo stesso tipo che fa il numero da Michael Jackson. Sarebbe ora che cambiasse lavoro anche lui, che dite?
L’albergo faceva schifo e ho anche trovato un’unghia finta tra le lenzuola. Inutile dire che ho rimesso a posto il copriletto e ho dormito vestito.
Le esperienze non si scartano mai via completamente, e anche in questa c’è stato qualcosa di buono. Spero solo che mi passi questa depressione che mi fa scorrere catrame nelle vene e vedere nuvole dove non ce ne sono.