You feel like a bug!

27 December, 2007

27 dicembre

Filed under: Diario — scritto da Stee @ 11:12

scalcio polvere e faccio posto qui, come a casa, due giorni che butto imballaggi, nastri - nella doppia accezione nastro semplice e nastro vomitato da gatto - carta da regalo, manuali di istruzioni, scontrini valevoli come garanzia bi e anche triennale, per scrivere due parole che sembra che siam morti tutti.
ok, non siam morti tutti, seppure a rischio, che nella mia famiglia gli atti anticonservativi (o quanto meno i tentativi) sono la prima causa di morbillosità, e sotto le feste la lascivia delle finestre aperte e dei flaconi di medicinali è esponenziale, mio padre mi chiama a tradimento ‘comestai’ penso soltanto per sentire se risponda. e viceversa.
comunque, dicevo, vivi e fieri, Salvo pure, mi ha scritto in preda a convulsioni alimentari in uno dei giorni durante i quali si articola l’orgia di cibo del natale.
sabato sera i soliti ladri acrobati che hanno imparato ad amarci e ci hanno visto crescere per mezzo delle foto salvate sui pc rubati a più riprese hanno tentato l’effrazione dalla mia stanza, ma un collega in studio ha opposto virile resistenza, e ora di tanto testosterone resta la segatura sul pavimento e la portafinestra incastrata ed io imprigionata fino all’arrivo dell’assicuratore. buon natale.
e dire che ci sarebbe anche il sole. non capita da giorni e non lo posso neppure vedere.

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12 December, 2007

l’autostrada espoderà esplo-de-rà (àh)

Filed under: Diario — scritto da Stee @ 10:58

confidando che i subsonica arrivino in motorino al palasport olimpico e non prendano la tangenziale onde evitare di rimanere in amorosi sensi con le autobotti di latte e benzina in assetto di guerra sindacale, stasera concerto.
salvo, vieni anche tu e dondoliamo insieme al centro della fiamma che è gelido che magari ti si ammortizzano i pensieri…
per partecipare al clima natalizio in alto a destra (dove l’ho posizionato perché è la parte del monitor più inutile) lampa l’alberello che non riesco a disinstallare da ieri, frutto di incauta apertura di una mail - e con l’occasione grazie, francesca - e punge con più carattere la specchiatissima coscienza di non avere ancora minimamente cominciato ad evadere la pratica acquisti obbligatori.
penso che il mio piano cottura resterà col suo imene fino oltre il 26 considerata la trafila di cene e aperitivi e vediamoci due minuti io posso solo la sera per le 8. che è un gran bene, io odio cucinare e cucinare odia me, però temo possa diventare un po’ importante per il mio stomaco.
me ne preoccuperò quando riprenderò i sensi. forse dovrei star dietro a certi evidenti sintomi di decadimento fisico, sarebbe adulto, sarebbe razionale.
me ne preoccuperò quando riprenderò i sensi.
il finale col bengala della prossima settimana lavorativa sarà la sempre attesa e commovente cena aziendale. quanti ricordi, quali liricissimi momenti ha sempre regalato tale occasione.
la scelta dei locali è un indice fedele dello life style sposato in quel momento dai grandi vecchi: l’anno dell’osteria muffa quasi abbiam fatto un girotondo intorno al tavolo, e soltanto regali equiesolidali (sporti da una mano montante uno speedmaster); pregnante anche la cena dell’anno della riscoperta del mangiar sano e tenersi in forma, stranamente coincidente con l’entrare nella nuova decina anagrafica di uno di loro.
quest’anno locale di alto profilo con cameriere avvoltoio sulla spalla. tanto impone infighirsi con conseguente costante svuotamento del solco delle tette dalle diottrie lanciate nella scollatura durante la serata.
il vino lo ordino io.

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8 December, 2007

Life after death

Filed under: Diario — scritto da Kafkahigh @ 17:41

Mi sveglio verso le cinque del pomeriggio. Odio svegliarmi quando la luce del sole è già sparita. Mi dà l’impressione che la notte non debba finire mai. Ma questo succede spesso ultimamente, visto che mi ubriaco per dormire. E allora dormo anche a orari inutili, imprevisti. Di contro sono sveglio, come un fantasma intrappolato , a ore in cui il resto dell’umanità probabilmente dorme, come le quattro del mattino, le tre e cinquantaquattro per l’esattezza. Ho perso il senso, può succedere, non è la prima volta. Mi chiedo che vantaggio abbia restare in questa città dove nessuno mi cerca e nessuno mi interessa. Lo dicevo, non è la prima volta in cui mi trovo profondamente in crisi, vorrei liberarmi di questa casa, di questo bagaglio, di questa zavorra che non serve a nulla.
Per avere un amore perfetto, ho rinunciato al reale. Capita, e capiterebbe anche a voi se foste pazzi così come sono io. Può essere che io sia morto e non me ne sia reso conto?

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2 December, 2007

Darwin e l’inspiegabile crudeltà del creato.

Filed under: Diario — scritto da Kafkahigh @ 15:37

Feather Legged Bug

Oggi parliamo di un interessante insetto : il Feather Legged Assassin Bug. Ovvero l’insetto assassino dalle gambe piumate. Ignoro se abbia un nome italiano.

Dunque questo insetto dalle lunghe gambe piumate, che vive in Australia, ha una singolare strategia per procacciarsi il cibo. Avete presente le gambe piumate? Le sventola a destra e a manca, spandendo così nell’aria un profumo dolce che viene prodotto da una ghiandola posta alla base dell’addome. Questo profumo è molto interessante per le formiche, le quali, percependolo nell’aria, incuriosite si mettono alla ricerca della traccia chimica che lo ha prodotto. Trovato l’insetto, le formiche iniziano a perquisirlo. Lui, tranquillo, non fa nulla per ostacolarle, diciamo così si lascia esplorare beatamente. Quando la formica è molto vicina lui addirittura, allarga le sue gambe, mettendo in bella mostra questa enorme ghiandola odorosa. La formica, estatica, si avvicina e appoggia la testa a questa ghiandola tentando di leccare la sostanza dolce che essa produce. La formica è per così dire beatamente occupata a suggere e abbandona ogni cautela, prona e ignara e ZAC! L’insetto la trapassa con la sua proboscide appuntita, iniettandole un liquido che la paralizza e ne digerisce i tessuti. Sarà sempre attraverso questo becco che , con calma, la succhierà fino a svuotarla.

Qui un video della BBC

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