svolta a sinistra
thomas dworzak, iran,tehran, valissr, upper part, man looking at woman in traffic jam.
mi lasci una corda cortissima, da padrone disattento che usa la crescita del latrare fuori dal supermercato per misurare il tempo, con quegli occhi tirati.
adesso tu mi agganci qui e non vedo possibilità di lasciare questo spazio casuale che ci contiene entrambi, dovrò organizzarmici la vita da ora in poi.
non sarà neppure tanto faticoso, alla fine, almeno la vita in comune nasce già ingombra dei ricordi partecipativi degli altri - ti ricordi il giorno che ci siamo conosciuti, stavamo incolonnati aspettando che cambiasse il semaforo per girare, poi tu hai superato l’abitacolo della golf blu alla mia sinistra tendendo lo sguardo fino a me, (e l’uomo della golf annuirà dicendo come stesse andando al lavoro un po’ più tardi del solito perchè prima era andato a far tirare il bollo sopra il fanale che si era procurato la domenica mattina nell’uscire dal parcheggio del centro commerciale) che avevo compreso subito e quindi spento il motore, se n’era accorto perchè la carrozzeria aveva smesso di vibrare il ciclista colla mano appoggiata dall’altra parte (un aprile così freddo non se lo ricordava da anni) e da allora abitiamo tutti per strada in coda in corso cairoli.
l’ineluttabilità del fatto che mi hai avvitato sul paveè mi resta perfino leggera, se allungo il sedile non dormirò poi così scomodo, e mi è sempre piacita l’idea di svegliarmi e vedere il fiume, se centro lo sguardo sotto l’arco sembra pure di stare a parigi.
però tu riavvolgi gli occhi e li ricomponi sotto le ciglia, inserisci la marcia e trascini via partendo il filo da stendere che avevo già sistemato tra la tua antenna e la mia, mentre io non sono pronto, i testimoni dietro mi suonano senza nessun pudore.
è bastato il verde perchè non mi amassi più.







