
Il viaggio di ritorno è stato un sottotono, come la musica che ascolto in cuffia mentre attraverso la devastazione dell’A4 sul pullman, è un fatto Torino parla e Milano non sente, e viceversa. Niente comunicazione, solo strade rotte che potrebbero portare dappertutto tranne che dove devi effettivamente andare. Mi sfregavo le mani ieri sera nella contenta consapevolezza che stamattina avrei potuto alzarmi tardi, fare tardi, bighellonare ancora con una tazza di caffè in mano. Non sapevo, io misero, che oggi sarebbe stata la seconda festa della strada in cui vivo (ne fanno una anche in autunno). Così intorno alle nove iniziano a sparare a palla musica tipo sudamericana sotto al mio balcone…. Il peggio sarebbe dovuto ancora venire, concerto di tre ore e mezza di un cantante napoletano , emulo di Giggi Nazzionale il quale mi ha tostato le trombe di eustachio finanche a 5 minuti fa.
Il silenzio di adesso è troppo apprezzabile, quasi mi commuove. Comunque la giornata ha riservato inaspettate svolte, come intorno alle 11:00 quando apro la finestra e orrore sotto al mio balcone un assembramento di motociclisti in tute di pelle inizia tutto di un botto a strombazzare e sgasare e WROOOOOOOUMMMM WROOOOOOOOUUMMMM WRAAAATATATATATATAAAAM (licenza marinettiana). Ma ho seriamente avuto il dubbio di aver preso un allucinogeno quando ho visto che lì accanto c’era un altare e il prete , che aveva appena finito di dire messa, ha iniziato a passare, gimkanando, attraverso le moto , e con il turibolo aspergeva i bolidi di sacra H2O pronunciando qualcosa (Dacci oggi il semaforo verde signore?)
Alla fine strombazzando e tuonando i centauri sono partiti sgasando all’impazzata in un delirio mistico finale che credo fosse l’equivalente di un Alleluia per trachee di scappamento.
Certe cose non le vedi neanche nei film di Jodorowski o in qualche sogno bagnato di Pappi Corsicato…
Ho trollato allegramente per la via nel pomeriggio, facendo acquisti inappropriati, un avvoltoio di plastica della serie Looney Tunes, un sapone di Aleppo con le scritte in arabo e una confezione di miele balsamico che sa di vicks.
La Palazza e Fefè mi hanno fatto compagnia in queste peripezie pomeridiane. Tanti peruviani con i vestiti tipo i mostri di power rangers , credo tradizionali, che facevano baila baila bailarè a circa ogni angolo lungo la via. Et J’aime ces types vicieux qu’ici montrent la bite!! (Non è vero… ma ci stava il verso un po’ chic)
Invece gustatevi qualche foto della perfida Albione.
Una meraviglia di poesia alla stazione di Waterloo:

Metropoli TANA

Skyline e pensieri : mi butto o non mi butto?
