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	<title>KafkaHigh</title>
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	<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 20:12:15 +0000</pubDate>
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		<title>Proseguimento</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 20:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kafkahigh</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La storia delle nostre anime è proseguita poi individualmente.
Kafkahigh ha fondato il Porto dei Santi
Mentre Stee è migrata su Steemisferi

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			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia delle nostre anime è proseguita poi individualmente.</p>
<p>Kafkahigh ha fondato il <a href="http://www.portofsaints.org">Porto dei Santi</a><br />
Mentre Stee è migrata su <a href="http://steemisferi-sovrapposti.cupiodissolvi.com">Steemisferi</a>
</p>
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		<title>Cesso di esistere</title>
		<link>http://www.kafkahigh.org/2008/05/12/cesso-di-esistere/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 19:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kafkahigh</dc:creator>
		
	<category>Diario</category>
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		<description><![CDATA[Come ho preannunciato a Stee, questo blog chiude a fine mese.  E&#8217; durato anche troppo.  Non capisco dove sia la tragedia, mi è sembrato di intercettare questo scrigno di denti chiuso come un pugno, come una trappola. Davvero non ce n&#8217;è bisogno. Davvero no, per favore.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ho preannunciato a Stee, questo blog chiude a fine mese.  E&#8217; durato anche troppo.  Non capisco dove sia la tragedia, mi è sembrato di intercettare questo scrigno di denti chiuso come un pugno, come una trappola. Davvero non ce n&#8217;è bisogno. Davvero no, per favore.
</p>
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		<title>la memoria della bocca</title>
		<link>http://www.kafkahigh.org/2008/05/08/la-memoria-della-bocca/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2008 14:49:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stee</dc:creator>
		
	<category>Diario</category>
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		<description><![CDATA[
Still Life (Fig), skylight 1B (Kenko) copyright 2005-2008 AlexEdg AllEdges (www.alledges.com) 
E’ un bel gesto – toc e la bottiglia lascia il tappo sul bordo del tavolo, un movimento che implica più fiducia nell’avere la forza giusta che avere forza effettivamente.
Il locale respira persone freddamente, forse perché il livello dell’alcol nelle bottiglie ancora supera quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image733" height=310 alt=kenko2.JPG src="http://www.kafkahigh.org/wp-content/uploads/2008/05/kenko2.JPG" /><br />
<em>Still Life (Fig), skylight 1B (Kenko) copyright 2005-2008 AlexEdg AllEdges (www.alledges.com) </em></p>
<p>E’ un bel gesto – toc e la bottiglia lascia il tappo sul bordo del tavolo, un movimento che implica più fiducia nell’avere la forza giusta che avere forza effettivamente.<br />
Il locale respira persone freddamente, forse perché il livello dell’alcol nelle bottiglie ancora supera quello pisciato, l’amore accomodante da dilatazione delle pupille per il momento sta riposto elegante sotto le pieghe delle gonne corte che costringono le ragazze ad acrobazie glamour sedute sul dorso delle poltroncine.<br />
Il bordo di vetro della birra si adatta al suo labbro inferiore, se ne accorge abbassando la bocca dopo aver bevuto. La barista raccoglie con due dita il tappo estratto e gli sorride, lui pensa che se fosse stato brutto forse avrebbe reagito rappresentando micidiali danni al legno del bancone per i graffi. O fosse solo stata di cattivo umore.<br />
Forse ha un po’ troppe mutande ostese ma i jeans hanno un cavallo infinitesimale, se ne sarebbe dovuto accorgere comprandoli, solo che quando uno prova dei pantaloni non è che ci si siede.<br />
I suoi amici hanno lottizzato due divani ad angolo, lui pensa di condividere la posa castrata femminile poggiandosi sullo schienale per non dover raccogliere tristemente i pantaloni al secondo giro da bere. Esponenzialmente il gesto di alzarsi dall’alcova morbida dei cuscini trattenendo la maggior parte dei vestiti si trasformerà in qualcosa di irrealizzabile incrementando i bicchieri vuoti.<br />
La canzone trasmessa è la stessa da 4 giorni, gli sembra, perfino le frangette più entusiaste e docili hanno smesso di seguirne il ritmo.<br />
Quando la cambiano però mugola come gli altri infastidito per la scelta musicale, il reggae cantato in meridionale può funzionare in un centro sociale ma non lì, un posto col cesso come scavato nel bianco puro accecante e il diffusore di patchouli e gli asciugamani singoli annodati a forma di fiore in una culla di raffia. In pieno nord ovest. Con la maggior parte degli occupanti i divani titolari di azzardi battesimali con usura di k e h.<br />
Nei centri sociali si chiamano tutti pietro, emma, matilde, edoardo, teresa. Loro avrebbero azzardato anche un passo di taranta.<br />
Il buffo è che difficilmente pietro e teresa disporrano di nonni che parlino il salentino.<br />
Tipo come lui. Non si è mai neppure sforzato di capire che dicesse. Niente di interessante comunque.<br />
La sensazione di noia per l’addio ai fianchi dei pantaloni lo rendono consapevole che il numero primo non è più adatto a quantificare  i giri al bancone.<br />
Si accascia pesante sui cuscini. La ragazza accanto a lui ha un cocktail pestilenziale alla puzza di frutta. Si domanda perché si ostinino a non riconoscere che l’alcol faccia loro schifo e, pur di bere, si massacrino di roba dolce per coprire il sapore della gradazione alcolica.<br />
Il liquido è verde, l’odore non è di fragola, come la quasi totalità delle propaggini vetrose delle mani femminili del locale, sembra di fico.<br />
Glielo aveva fatto scegliere, lui di sotto basso in maniera imbarazzante rispetto all’albero, e l’aveva preso battendo il ramo, raccolto ed aperto. Il fico era tiepido e gli era sembrato vivo, visto che era stato appena raccolto. Estate quasi finta tanto perfettamente aderente ai disegni infantili sull’estate. Suo nonno nel mentre non ricorda se avesse parlato.<br />
Un bel gesto.</p>
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		<title>segnali oculari d&#8217;accesso inchiodati</title>
		<link>http://www.kafkahigh.org/2008/05/06/segnali-oculari-daccesso-inchiodati/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 07:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stee</dc:creator>
		
	<category>Diario</category>
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		<description><![CDATA[
david simpson, rose and gold, 1998
pensavo di rimanere immobile, respirando il minimo sindacale.
se resto immobile esisto in difetto e genero conseguenze contenute. è tutta una questione di allenamento. è possibile vivere in 12 cmq di superficie mentale calpestabile, calpestandola il meno possibile.
potrei sedermi qui e stare. certo, per sedermi dovrei ingenerare movimenti ulteriori rispetto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image730" height=380 alt=simpson.JPG src="http://www.kafkahigh.org/wp-content/uploads/2008/05/simpson.JPG" /><br />
<em>david simpson, rose and gold, 1998</em></p>
<p>pensavo di rimanere immobile, respirando il minimo sindacale.<br />
se resto immobile esisto in difetto e genero conseguenze contenute. è tutta una questione di allenamento. è possibile vivere in 12 cmq di superficie mentale calpestabile, calpestandola il meno possibile.<br />
potrei sedermi qui e stare. certo, per sedermi dovrei ingenerare movimenti ulteriori rispetto a che se assumessi così come sono ora la paralisi dello star fermo.<br />
comincio già a sbiadire, mi sembra di dover pensare più ad alta voce per sentirmi ed ovatto in crescendo.<br />
mi diluisco con lo sfondo e vado ad incrostarlo negli interstizi.</p>
<p>poi squillerà un qualsiasi bastardissimo cellulare a cucirmi contorni e riportarmi allo stato umano cromatico del distinguibile.
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>riempire il palinsesto</title>
		<link>http://www.kafkahigh.org/2008/05/05/riempire-il-palinsesto/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 08:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stee</dc:creator>
		
	<category>Diario</category>
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		<description><![CDATA[
assenzio, van gogh, 1887
sarà il nuovo caldo a farglielo sembrare troppo complicato.
ancora non tale da appiccicare le lenzuola come fossero la tenda di plastica della doccia, ma comunque reale, da anticipazione credibile di quando stare a letto da sveglio sarà poco piacevole e condividerlo con qualcuno ancora meno.
sventaglia le palpebre con un ritmo di esatta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image728" height=440 alt=assenzio.JPG src="http://www.kafkahigh.org/wp-content/uploads/2008/05/assenzio.JPG" /><br />
<em>assenzio, van gogh, 1887</em></p>
<p>sarà il nuovo caldo a farglielo sembrare troppo complicato.<br />
ancora non tale da appiccicare le lenzuola come fossero la tenda di plastica della doccia, ma comunque reale, da anticipazione credibile di quando stare a letto da sveglio sarà poco piacevole e condividerlo con qualcuno ancora meno.<br />
sventaglia le palpebre con un ritmo di esatta metà del pulsare del cursone sullo schermo ma lubrificare gli occhi non gli attiva le dita, il file resta vuoto.<br />
un puntello imbarazzante quando hai superato i 40, - mi serve come stimolo a comporre, il materiale umano da cannibalizzare non è mai sufficiente, che poi è come non smettere mai di lavorare - qualsiasi perifrasi a scopare in giro mi serve per scrivere è drammaticamente impudico e adesso che il giorno dopo conta intorno agli occhi i cerchi di ogni back&#8217;s corretta jack daniel&#8217;s lo è davvero ancora di più.<br />
uscire dai locali e vedersi evidentemente assimilabile per appartenenza di razza ai padri assonati (presumibilmente con la maglia del pigiama sotto al giaccone) che vengono a riprendersi le figlie a cui magari hai appena finito di guardare la linea del culo mentre si appoggiavano al bancone succhiando la consumazione che aveva loro offerto massacra qualsiasi ego. e pure qualsiasi libido.<br />
sì d&#8217;accordo, copiare le atmosfere, usare in assonanza la matematica del grado di inclinazione delle gole scoperte nel ridere, citare i diminutivi dei nomi proporzionalmente più leziosi col crescere degli anni delle proprietarie, tutto bello, volendo anche tutto vero, ma poi alla fine che era se non spremere ancora una volta l&#8217;efficacia della formula &#8216;io scrivo per la tv&#8217;?<br />
sente una punta di vergogna, impossibile da fraintendere, come il mal di gola che ti annuncia l&#8217;influenza, che gli modifica il gusto in bocca della questua sessuale.<br />
e lo schermo resta vuoto e tragicamente in grado di riempirsi, col pigolare del cursore, regolare, capace, soltanto se lui avesse qualcosa da scrivere.<br />
l&#8217;affaticamento della prostata rende irreversibile la propensione elettiva per la cronaca sportiva.</p>
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		<title>Primo omaggio con rabbia, rabbia ingorda e mai sazia, sazia di carne e d&#8217;anima e sotto i colpi vuota vuota vuota</title>
		<link>http://www.kafkahigh.org/2008/05/04/primo-omaggio-con-rabbia-rabbia-ingorda-e-mai-sazia-sazia-di-carne-e-danima-e-sotto-i-colpi-vuota-vuota-vuota/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 May 2008 17:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kafkahigh</dc:creator>
		
	<category>Diario</category>
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		<description><![CDATA[
Il viaggio di ritorno è stato un sottotono, come la musica che ascolto in cuffia mentre attraverso la devastazione dell&#8217;A4 sul pullman, è un fatto Torino parla e Milano non sente, e viceversa. Niente comunicazione, solo strade rotte che potrebbero portare dappertutto tranne che dove devi effettivamente andare. Mi sfregavo le mani ieri sera nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.digitaldecay.org/pics/RIMG0044.JPG"  width=360 alt="toys" /></p>
<p>Il viaggio di ritorno è stato un sottotono, come la musica che ascolto in cuffia mentre attraverso la devastazione dell&#8217;A4 sul pullman, è un fatto Torino parla e Milano non sente, e viceversa. Niente comunicazione, solo strade rotte che potrebbero portare dappertutto tranne che dove devi effettivamente andare. Mi sfregavo le mani ieri sera nella contenta consapevolezza che stamattina avrei potuto alzarmi tardi, fare tardi, bighellonare ancora con una tazza di caffè in mano. Non sapevo, io misero, che oggi sarebbe stata la seconda festa della strada in cui vivo (ne fanno una anche in autunno). Così intorno alle nove iniziano a sparare a palla musica tipo sudamericana sotto al mio balcone&#8230;. Il peggio sarebbe dovuto ancora venire, concerto di tre ore e mezza di un cantante napoletano , emulo di Giggi Nazzionale il quale mi ha tostato le trombe di eustachio finanche a 5 minuti fa.<br />
Il silenzio di adesso è troppo apprezzabile, quasi mi commuove. Comunque la giornata ha riservato inaspettate svolte, come intorno alle 11:00 quando apro la finestra e orrore sotto al mio balcone un assembramento di motociclisti in tute di pelle inizia tutto di un botto a strombazzare e sgasare e WROOOOOOOUMMMM WROOOOOOOOUUMMMM WRAAAATATATATATATAAAAM (licenza marinettiana). Ma ho seriamente avuto il dubbio di aver preso un allucinogeno quando ho visto che lì accanto c&#8217;era un altare e il prete , che aveva appena finito di dire messa, ha iniziato a passare, gimkanando, attraverso le moto , e con il turibolo aspergeva i bolidi di sacra H2O pronunciando qualcosa (Dacci oggi il semaforo verde signore?)<br />
Alla fine strombazzando e tuonando i centauri sono partiti sgasando all&#8217;impazzata in un delirio mistico finale che credo fosse l&#8217;equivalente di un Alleluia per trachee di scappamento.</p>
<p>Certe cose non le vedi neanche nei film di Jodorowski o in qualche sogno bagnato di Pappi Corsicato&#8230;</p>
<p>Ho trollato allegramente per la via nel pomeriggio, facendo acquisti inappropriati, un avvoltoio di plastica della serie Looney Tunes, un sapone di Aleppo con le scritte in arabo e una confezione di miele balsamico che sa di vicks.</p>
<p>La Palazza e Fefè mi hanno fatto compagnia in queste peripezie pomeridiane. Tanti peruviani con i vestiti tipo i mostri di power rangers , credo tradizionali, che facevano baila baila bailarè a circa ogni angolo lungo la via.  Et J&#8217;aime ces types vicieux qu&#8217;ici montrent la bite!! (Non è vero&#8230; ma ci stava il verso un po&#8217; chic)</p>
<p>Invece gustatevi qualche foto della perfida Albione.</p>
<p>Una meraviglia di poesia alla stazione di Waterloo:</p>
<p><img src="http://www.digitaldecay.org/pics/RIMG0017.JPG"  width=360 alt="poem" /></p>
<p>Metropoli TANA<br />
<img src="http://www.digitaldecay.org/pics/RIMG0033.JPG"  width=360 alt="underground" /></p>
<p>Skyline e pensieri : mi butto o non mi butto?</p>
<p><img src="http://www.digitaldecay.org/pics/RIMG0027.JPG"  width=360 alt="skyline" /></p>
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		<title>condizioni meteo sfavorevoli alla coscienza politica più coraggiosa (panchine umide)</title>
		<link>http://www.kafkahigh.org/2008/04/30/condizioni-meteo-sfavorevoli-alla-coscienza-politica-piu-coraggiosa-panchine-umide/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 08:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stee</dc:creator>
		
	<category>Diario</category>
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		<description><![CDATA[
elliott erwitt, milan, 1990 
penso alla mia vita da squatter.
io non ho avuto davvero una vita da squatter, però avrei potuto. voglio dire, avrei potuto avere anche una vita da biochimico o allestitore di set per film porno, da lucidatore di armature nei musei, da ricamatore di ombelichi in sala parto, da carotatore di forme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image725" height=380 alt=ErwittI.JPG src="http://www.kafkahigh.org/wp-content/uploads/2008/04/ErwittI.JPG" /><br />
<em>elliott erwitt, milan, 1990 </em></p>
<p>penso alla mia vita da squatter.<br />
io non ho avuto davvero una vita da squatter, però avrei potuto. voglio dire, avrei potuto avere anche una vita da biochimico o allestitore di set per film porno, da lucidatore di armature nei musei, da ricamatore di ombelichi in sala parto, da carotatore di forme di formaggio, da progettatore di motori per razzi.<br />
penso alla possibilità squatter per darmi sollievo, quando l&#8217;ansia portata dall&#8217;effettiva attività alimentante preme e segna le impalcature anatomiche come la scarificazione del bottone interno quando i pantaloni diventano stretti, quale fosse il gesto di sbottonarla, l&#8217;ansia.<br />
avrei potuto essere squatter. che servirà mai, lobi e partizioni di faccia normalmente capaci di portare bulloni o simili - l&#8217;idea del piercing sul sopracciglio mi ha titillata diverse volte anche in questa vita qui, a ondate regolari e riassorbite ogni volta - saper annodare lo spago attorno ai cani per farci il guinzaglio, la bocca capace di legare le parole secondo una metrica diversa da quella del senso, chec-haiu-neur-operf-umare, natiche poco ossute per ammortizzare i marciapiedi, facilità di approccio con gli sconosciuti, disponibilità a lavorare in squadra, flessibilità di orario, attitudine a prendere decisioni e a focalizzare risultati anche lontani nel tempo, facilità di adattamento.<br />
una sorta di precariato all&#8217;aperto.<br />
vivere nelle case occupate ammortizzerebbe le spese dell&#8217;affitto/mutuo, azzerati i costi della manutenzione estetica, non ho mai mangiato molto - non so quanto costi mantenere un cane ma il cane sarà collettivo, sarà di tutti, qualcuno gli allungherà il resto di un panino prima o poi.<br />
però non è tanto per una questione di contenimento economico dell&#8217;esistenza che mi autoinduco queste riflessioni con finalità sollievo, ma per lo sgombero mentale che immagino ci stia appiccicato, alla vita da squatter.<br />
passerei le giornate a guardare il culo alla gente che mi cammina davanti cercando di schivare le mie gambe allungate seduta a terra.<br />
è rinfrescante.<br />
la dismissione di ogni responsabilità, la negazione di ogni forma di mia utilità, anzi, il compiacimento per essere mantenuta casualmente a spiccioli di sconosciuti in cambio di nulla.<br />
rinfrescante. per quell&#8217;ora che durerei.<br />
chec-haiu-neur-operf-umare.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>luminosissimo vero affare</title>
		<link>http://www.kafkahigh.org/2008/04/29/luminosissimo-vero-affare/</link>
		<comments>http://www.kafkahigh.org/2008/04/29/luminosissimo-vero-affare/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 08:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stee</dc:creator>
		
	<category>Diario</category>
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		<description><![CDATA[
margaret caldwell, nightlight, 2003
ogni tanto imprimiamo a forza significati e collegamenti alle cose soltanto per far riposare l&#8217;urgenza che ci sia un senso negli accadimenti e che sia comprensibile.
però a volte è anche vero, almeno un poco. almeno un poco le case somigliano alle persone che le abitano.
lo snodarsi in verticale, il vagone di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image723" height=380 alt=Nightlight(small).jpg src="http://www.kafkahigh.org/wp-content/uploads/2008/04/Nightlight(small).jpg" /><br />
<em>margaret caldwell, nightlight, 2003</em></p>
<p>ogni tanto imprimiamo a forza significati e collegamenti alle cose soltanto per far riposare l&#8217;urgenza che ci sia un senso negli accadimenti e che sia comprensibile.<br />
però a volte è anche vero, almeno un poco. almeno un poco le case somigliano alle persone che le abitano.</p>
<p>lo snodarsi in verticale, il vagone di un treno, teso ad andarsene è coerente con lei che non possiede tovaglie ma tanti bicchieri per ogni colore di vino che ti offre, con le tasche comunque capienti per un biglietto di andata. </p>
<p>entrare e vedere ogni cosa, con un solo sguardo puntando la nuca avere nella campata del mento tutti gli ambienti, senza alibi di tende e porte, si accorda con chi si lascia arreso a farsi guardare e l&#8217;unico trucco che usa per la sua faccia sono le pagine dei libri sempre aperti.</p>
<p>i cassetti disciplinati dai contenuti sbagliati - le chiavi di casa altrui che le sono state affidate insieme alle forchette - come la sua espressione di calma apparente, e coperture morbide e colorate a cancellare ogni spigolo e annientare qualsiasi superficie inadatta ad accoglierti e custodirti.</p>
<p>l&#8217;epicentro morbido del divano allungato che possiede l&#8217;ambiente come un gatto che si stiracchia, penisola fino al tavolo e sforzandoti fino al frigorifero, avvolgente come le sue mani che cucinano e ti afferrano la bocca a darti cibo e darti sesso, un boccone e un boccone.</p>
<p>io sono la soglia di casa, l&#8217;inizio e la fine. più un concetto, una funzione, che un luogo che si possa abitare.
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>l&#8217;anima con lo spoiler</title>
		<link>http://www.kafkahigh.org/2008/04/28/lanima-con-lo-spoiler/</link>
		<comments>http://www.kafkahigh.org/2008/04/28/lanima-con-lo-spoiler/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 08:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stee</dc:creator>
		
	<category>Diario</category>
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		<description><![CDATA[
j.m.basquiat, prayer,1984  
io coi tamarri mi sento in colpa.
per toponomastica dell&#8217;adolescenza ci ho condiviso lo spazio vitale dei gomiti durante la scuola dell&#8217;obbligo e delle natiche sulle panche dove ci si ritrovava il pomeriggio, che i luoghi di incontro dei ragazzini sono comunque attorno ad un totem di arredo stradale - le sbarre di [...]]]></description>
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<em>j.m.basquiat, prayer,1984  </em></p>
<p>io coi tamarri mi sento in colpa.<br />
per toponomastica dell&#8217;adolescenza ci ho condiviso lo spazio vitale dei gomiti durante la scuola dell&#8217;obbligo e delle natiche sulle panche dove ci si ritrovava il pomeriggio, che i luoghi di incontro dei ragazzini sono comunque attorno ad un totem di arredo stradale - le sbarre di recinzione del parco, le pensiline della fermata dell&#8217;autobus, le panche davanti alla chiesa. al liceo per un poco ho tenuto una doppia contabilità di frequentazione umana, ma per utilizzo sempre meno costante la componente truzza è perita e io ho già il disaffezionamento rapido nei confronti delle persone, se poi non le vedo più mi rimane difficile distinguerne la faccia in coda all&#8217;ipermercato dopo poco.<br />
però mi sembrava meno infame schernirli, perchè tanto facevo e ad alta voce, per la finitezza del loro raggio visivo - che arrivava fino alla curva di diffusione dei gas di scarico del motorino prima e dell&#8217;automobile poi, propri o del fidanzato, a seconda se uomini o donne, e per il senso di autocopiacimento e di orgoglio per questo sguardo torvamente basso, basso come le ambizioni morali - quando ci conducevo la vita in mezzo.<br />
e non tanto perchè in allora lo scherno mi tornasse indietro, dal momento che nei miei confronti erano comunque reazioni, appunto, ferite, e soprattutto io ne ero consapevole, avere coscienza delle cose ti rende comunque responsabile. piuttosto sentivo una legittimazione perchè le condizioni di partenza erano assimilabili, i 3 turni in fabbrica che ritmavano la vita genitoriale di tutti e agosto ritagliato al vivo dal primo giorno all&#8217;ultimo, la finanza creativa del fine mese, i cognomi incoerenti con la geografia di adozione, insomma, sentivo di potermelo permettere, come avessi un bonus di cattiveria per condivisione di ambiente.<br />
e difatti terminando la commistione di esistenza ho perso la frequentazione e ho perso il bonus.<br />
che poi riflettendoci le persone con cui divido la vita adesso, quelle davvero vicine, sono quasi tutti risultati di affrancamento come me, residuati passati in raffineria. il centro della mia vita lo è, gli immediati satelliti pure tranne rarissima eccezione.<br />
a dileggiarli, i truzzi, ora, mi sento in colpa. mi è rimasto un senso di affetto infastidito, come per lo zio che continua ad ubriacarsi a tutti i matrimoni che per un po&#8217; è divertente ma poi ti fa fare la figura di merda e bisognerebbe lasciarlo a casa ma come si fa, lui si diverte solo in queste occasioni, e poi è sempre tuo zio.</p>
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		<title>I swallow</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 20:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kafkahigh</dc:creator>
		
	<category>Diario</category>
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Eventually the weather has changed. I was having a fag, earlier, onto the balcony and I saw a swallow. It was warm and everything looked crisp and hyperreal, for some reason I had the impression I could touch everything around me, no matter how far it was. Feeling a bit broken actually, the past keeps [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://t0shiya.joueb.com/images/ichigo%20hollow_t.jpg" alt="Hollow" /></p>
<p>Eventually the weather has changed. I was having a fag, earlier, onto the balcony and I saw a swallow. It was warm and everything looked crisp and hyperreal, for some reason I had the impression I could touch everything around me, no matter how far it was. Feeling a bit broken actually, the past keeps coming back, memories of the time when I had the Terrible at my side start flowing in an endless carousel if only I dare to look at something that reminds me of him.  And there are lots of things which do. But today I am in love with a man who lives in the other bloody hemisphere. He lives when I sleep and I live when he sleeps, we just have few hours a week to talk, enought time to love the sound of his laughter. We do laugh a lot together. Rest of the week is like Ladyhawke, you know the movie? Grotesquely I have learned to say goodmorning and goodnight both in the same sentence. Which, methinks, is kind of sad, isn&#8217;t it? And sadder still is we barely know each other, as so far we have lived like bodyless souls , lost in a dream bigger than us, into cyberspace, out there, in the cold. Risking loosing him is not an option. It&#8217;s the only thing I&#8217;m left with. You got to understand me. I know you can. </p>
<p>All work and no play makes K. a dull boy</p>
<p>One swallow doesn&#8217;t make Spring. Yet&#8230;
</p>
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